Il Museo dell’erotismo di Venezia
Il Museo d’Arte Erotica di Venezia si distingue per qualità e buon gusto. Le atmosfere sussurrate, la le lente passeggiate durante le quali fermarsi a contemplare alcune opere, permettono di gustare al massimo l’intimità del museo, niente di più stimolante e sensuale per vedere una mostra incentrata sul tema sessuale.

Il museo è incentrato sulla colorita storia della città dei canali e mira a comunicare un punto di vista moderno sulla sessualità. Situato a pochi metri da Piazza San Marco, il museo fu inaugurato nel febbraio del 2006. La mostra si sviluppa attraverso le diverse forme assunte dalla dicotomia tra il cattolicesimo più rigido e la natura picaresca dei veneziani, rappresentata attraverso storie di dame e case dalla cattiva reputazione frequentate da una clientela eccellente.
La mostra si avvale inoltre di opere di diversi scrittori della letteratura erotica, come Casanova, Aretino Baffo e Cappello, nonché di una sezione di scene censurate tratte dai film di Tinto Brass, il regista di Caligola, riconoscibile per il suo stile sospeso tra pornografia ed estetismo.
Una quarta sezione del museo è dedicata alla ricostruzione dell’epoca storica e delle conseguenze della prima legge contro la prostituzione, redatta a Venezia nel 1266 e la successiva evoluzione di questa fino ai giorni nostri.
Gran parte del museo si focalizza sulla lunga storia dell’omosessualità a Venezia, attraverso diverse fasi positive e negative. Dall’origine della parola “lesbica” (dal nome dell’isola di Lesbos, in Grecia, famosa per essere la patria della poetessa dell’antichità Saffo, i cui poemi cantavano il suo amore appassionato nei confronti delle sue compagne), fino alla storia che narra come, di fronte al timore che Venezia potesse cadere nel discredito morale a causa della sempre maggiore presenza di omosessuali, la città costruì ponti difettosi affinché gli uomini potessero guardare sotto le gonne delle donne che li attraversavano. In questo stesso periodo si incentivava la prostituzione per ottenere una riduzione dell’omosessualità maschile.
Vengono inoltre mostrati documenti della storia della medicina, tra i quali il libro Ninfomania, pubblicato nel 1775, nel quale questo stato viene descritto come una malattia nervosa che causa furore uterino e le donne affette come “disgraziate dall’immaginazione ardente e dai desideri violenti”, concludendo con l’affermazione che tale patologia può addirittura causare la morte. Tra gli altri libri esposti figura Onanismo, pubblicato nel 1758 e considerato il primo testo nel quale la masturbazione è definita come una patologia che può portare all’omosessualità e a diversi altri disturbi.
Vi sono inoltre immagini relative a elementi di arte erotica disseminati per le strade della città di Venezia, invisibili a prima vista ma presenti su manifesti, bassorilievi, sculture e addirittura opere religiose.
Il museo possiede infine una serie di opere dedicate alla narrazione di celebri storie d’amore. Visto che Venezia è la città romantica per eccellenza, sarebbe meglio recarvisi di persona alla ricerca della propria storia d’amore. Prendete in affitto degli appartamenti a Venezia e lanciatevi nell’atmosfera erotica di questa città.
Laura Aurelia
Il museo possiede infine una serie di opere dedicate alla narrazione di celebri storie d’amore. Visto che Venezia è la città romantica per eccellenza, sarebbe meglio recarvisi di persona alla ricerca della propria storia d’amore. Prendete in affitto degli appartamenti a Venezia e lanciatevi nell’atmosfera erotica di questa città.







