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Giacomo Casanova o l’Arte della Conquista

July 19, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Giacomo Girolamo Casanova de Seingalt nacque a Venezia nel 1725. Sarebbe difficile attribuirgli un’unica professione visto che ne svolse molte, è conosciuto come avventuriero e viaggiatore, diplomatico, scrittore e naturalmente seduttore. È proprio quest’ultima probabilmente la faccia sotto la quale Casanova è più famoso, visto che il suo nome è rimasto come sinonimo dell’arte della seduzione e, come Don Giovanni, ha la sua propria voce nel dizionario: quella di un amante promiscuo e senza scrupoli. Si tratta del prototipo d’uomo avventuriero e amante seduttore. La sua vita fu costellata di scandali e di scambi amorosi. È conosciuta anche la sua grande passione per il gioco d’azzardo.

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Come scrittore si fece notare per la sua opera autobiografica “Historie de ma vie”. Terminato in Boemia, dove morì a 73 anni, questo libro fa una radiografia dei costume e delle norme della vita sociale europea nel XVIII secolo, e racconta le sue conquiste amorose, che lungo tutta la sua vita furono 132.

Per Casanova e i suoi contemporanei della classe alta, l’amore e il sesso tendevano ad essere casuali e non dotati della serietà tipica del Romanticismo del XIX secolo. I flirt leggeri e le relazioni di breve durata erano piuttosto comuni tra i nobili di quell’epoca, che si sposavano per convenzione sociale più che per amore.

Casanova era un personaggio eclettico, con una personalità complessa dominata dai suoi impulsi sessuali: il suo comportamento stereotipato potrebbe essere sintetizzato in quattro atti: nel primo trova una donna attraente, possibilmente con il problema di un amante geloso, si sforza di sembrarle l’accompagnatore ideale, intelligente, ingegnoso e brillante. Nel secondo atto, dopo aver alleviato le pene d’amore della donna, quando questa gli mostra la propria gratitudine lui la seduce e la trascina in un breve ed eccitante affaire, per poi nel terzo atto portarsela a letto. Dopo la conquista, il fervore svanisce e subentra la noia, quindi nel quarto atto tutto svanisce.

Sembra che il segreto del successo di Casanova con le donne non avesse niente di esoterico, semplicemente dava ad ogni donna quello che essa desiderava, Per usare le sue parole: “Non esiste donna onesta con un cuore non corrotto che un uomo non possa conquistare a forza di gratitudine”. Non usò mai la violenza né elementi esterni come armi di seduzione. Al contrario, per addolcire il cuore di una donna usava l’attenzione estrema ed i piccoli favori.

Casanova apprezzava nelle donne l’intelligenza e la cultura, e secondo lui una bella donna senza idee proprie lasciava il suo amore senza risorse dopo che la sua bellezza è stata usata fisicamente. Ma, come tutti gli uomini di quell’epoca, disprezzava il potenziale intellettuale delle donne, affermando che ogni sesso aveva il suo ruolo e, ad esempio, la scienza era solo per uomini, per persone che hanno un vigore del quale il sesso femminile è carente. Dalla donna si aspettava un ragionamento semplice e di base, e la delicatezza di sentimenti come qualità intrinseca alla sua condizione.

 

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I riferimenti a Casanova sono molteplici. Appare in libri, teatri, film, musica. Affittando appartamenti a Venezia potrai rivivere la vita di questo seduttore, che iniziò la sua carriera nella città che gli ha dato i natali.

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Casanova filosofo

May 04, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Per riuscire a essere capace di distinguere il falso dal vero senza cadere né in chimeriche speranze né nella più profonda disperazione, quando era nella sua cella della prigione dei Piombi, l’istinto di sopravvivenza di Giacomo Casanova lo portò ad applicare per la prima volta nella sua vita le proprie facoltà mentali alla pratica della filosofia, rendendosi conto che era altamente probabile che la maggioranza delle persone morisse senza aver mai riflettuto, visto che per farlo di solito è necessario che si presenti l’occasione che le obblighi a farlo.

casanova filosofo

Una delle prime cose che Casanova osserva è che la sorpresa causata dall’oppressione aveva un effetto diuretico, fatto che infatti il linguaggio popolare ci ricorda di frequente.

Se questa, e una serie di osservazioni nella stessa linea, gli fanno esplorare il cammino segnato due secoli prima da Montaigne, i commenti che fa, senza avere nessuna speranza di sapere un giorno di cosa lo si accusa e quanto tempo rimarrà rinchiuso, sulla retroalimentazione e l’essenziale infallibilità dei sistemi giudiziari e penitenziari sembrano metterlo, questa volta con più di cento anni d’anticipo, nell’orbita di Franz Kafka: “Se tra mille lettori ce n’è qualcuno a cui le regole sembrino ingiuste, lo discolpo, perché di fatto non hanno l’aria di esserlo: ma bisogna tenere presente che, per essere istituzionali, diventano necessarie”.

Per quanto riguarda le sue riflessioni sul modo in cui i fatti servono per verificare le predizioni, e come se i fatti non si realizzano le predizioni non hanno nessun valore, essendo la storia generale piena di eventi che non sarebbero mai avvenuti se non fossero stati previsti, lascio all’intelligenza del lettore il compito di trovare le risonanze.

Le prime letture che Casanova riceve nei Piombi sono libri mistici –da notare La città mistica di Suor Maria di Gesù chiamata di Agreda, quella monaca spagnola che secondo la leggenda avrebbe evangelizzato in trance di biquità a centinaia di indiani della Bassa California, senza lasciare il suo convent di clausura –che gli causano sogni febbrili e stravaganti e gli fanno capire quanto sia facile impazzire.

Poco dopo appaiono le riflessioni sull’infinito potere della volontà se riesce ad applicarsi a qualcosa con tutte le sue forze. Quando i suoi carcerieri spaventati gli offrono finalmente il testo di Boezio La consolazione della filosofia, smette presto di leggerlo, visto che ha già deciso di scappare: “Il mio unico pensiero era fuggire e siccome non trovavo in Boezio il modo di farlo non lo leggevo. Mi ci dedicavo costantemente perché ero convinto che a forza di pensarlo avrei trovato il modo di riuscirci. Ho sempre pensato che quando un uomo si mette in testa di portare avanti un qualsiasi progetto e si dedica solo a realizzarlo, ci riesce nonostante tutte le difficoltà… ma deve intraprendere presto il suo cammino, perché se arriva all’età in cui la Fortuna lo evita, non otterrà niente, e senza aiuto non può aspettarsi niente”.

 

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Fortunatamente, affittare appartamenti a Venezia risulta molto meno arduo. Tra l’altro, si può passeggiare o navigare per le strade che ispirarono Giacomo Casanova.

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Casanova e le prigioni dei Piombi

March 18, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Nella città di Venezia, all’altezza di Rialto, “dopo mille giri per i piccoli canali”, si sbarca dal Canal Grande all’anticamente chiamato Molo delle Prigioni. Da lì si attraversa un ponte altissimo e chiuso, il Ponte dei Sospiri, che univa le terribili prigioni dei Piombi con il Palazzo Ducale, sopra il canale che asegna la fine del fiume Canonica, conosciuto anche come fiume del Palazzo o fiume delle Prigioni.

casanova

È qui che, per motivi ancora sconosciuti, fu rinchiuso senza imputazioni né processo il grande Giacomo Casanova alla fine del luglio 1755, dopo avergli trovato una serie di libri sospetti, che andavano dalle Istruzioni sulle ore planetarie, più “utili per produrre profumi e scongiuri per intrattenere un dialogo con ogni tipo di demonio”, che per intimo piacere come mago, ad alcuni come “il libretto sulle posizioni lubriche di Aretino”, condannato come libertino senza scrupoli, passando per volumi di Orazio, Petrarca e il suo idolatrato Ariosto.

Il periodo compreso tra i 15 mesi che passò lì chiuso e la sua successiva fuga occupano più di cento pagine della sua straordinaria biografia Storia della mia vita, e quando essa arrivo alla stampa erano già state pubblicati anni prima a Praga “L’Histoire de ma Fuite des Prisons de la Republique de Venise, qu’on appelle les Plomos écrite à Dux en Bohême l´année 178”, ottenendo un successo consderevole per l’epoca.

È una storia ammirabile, non solo per gli appassionanti episodi che dimostrano l’ingegno e la determinazione di Casanova, prima e unica persona ad essere mai scappata dalla terribile Piombi, impresa che gli aprirà le porte di tutta Europa, ma anche per la descrizione sia degli stati d’animo che attraversa una persona privata della libertà, sia delle riflessioni interne a cui tale condizione conduce.

Como egli stesso confessa, potremmo dire che la sua permanenza nei Piombi fece sì che Casanova, perplesso dalla situazione e dal luogo, dove “se il falso sembrava vero, le realtà dovevano sembrare sogni; dove la comprensione doveva perdere la metà dei suoi privilegi; dove la fantasia alterata doveva trasformare la ragione in vittima di speranze chimeriche o di una spaventosa disperazione” conducesse -como Boezio, il cui libro più famoso gli fu dato da leggere più tardi nella sua cella- le sue eccellenti qualità mentali verso la filosofia: “per la prima volta nella mia vita, a 30 anni, ho chiesto aiuto alla filosofia, il cui seme avevo nell’anima, ma che non avevo avuto occasione di apprezare né di utilizzare. Credo che la maggior partedegli uomini muoiono senza aver mai riflettuto”.

 

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

In tale stato Casanova trascorse i suoi primi giorni nelle infami Piombi, che ora, come parte del Palazzo Ducale, si possono visitare come museo. Dopo tutto ci sono sempre stati appartamenti a Venezia

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Sara Frau Only-apartments TranslatorTradotto da: Sara Frau

Lord Byron a Venezia (II)

March 10, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Quando si parla di lui salta subito in mente la peculiare idiosincrasia del suo carattere indefinito al confine tra realtà e desiderio, veglia e sogno, storia e leggenda, letteratura e vita, Oriente e Occidente, carnevale e quaresima, terrestre e acquatico… insomma, un carattere quello di Lord Byron per il quale pochi altri luoghi al mondo come Venezia sembrano adatti.

lord byron venecia

Prima di cimentarsi nel ruolo del chevalier servant della giovane contessa tubercolotica Teresa Guccioli, donna dalla leggendaria bellezza più tardi convertita da Dumas in un personaggio del Conte di Montecristo, a Venezia si innamorò subito di Marianna, l’esotica moglie del suo padrone di casa, che lo conquistò subito con i suoi occhi (“orientali, grandi e neri, con un’espressione che raramente leggi negli occhi delle europee – incluse le italiane – e che le donne turche ottengono truccandosi le palpebre”) e con il particolare suono della sua voce quando parlava in dialetto veneziano.

A Venezia finse di essere morto nella lettera a John Cam Hobhouse, firmandosi William Fletcher, il suo cameriere, presunto testimone della tragica morte.

E sempre a Venezia restò affascinato dal Faust di Goethe, l’ormai anziano scrittore tedesco con il quale intrattenne un intenso rapporto epistolare e che vedeva in Lord Byron il “genio più grande del secolo. Egli non è né antico né moderno: è il presente”. Byron era quindi già in vita una leggenda e Venezia rappresentava un incomparabile scenario dove potersi esprimere al meglio. Fu qui che convertì lo splendido Palazzo Mocenigo, la sua residenza, in un sontuoso modello di quel palazzo ideale della sapienza verso la quale, secondo William Blake, portano le strade dell’eccesso.

Come riferisce il console britannico Hoppner, uno dei migliori amici a Venezia e abituale accompagnatore durante le sue passeggiate a cavallo lungo il Lido, non appena scendeva dalla gondola e si incamminava attraverso le strade cittadine veniva ricevuto da gruppi di curiosi di entrambi i sessi, i quali lo ammiravano “come avrebbero fatto con una statua in un museo”.

E questo accadeva ogni giorno e in luoghi diversi, dato che non era difficile incontrare Byron in pubblico, accompagnato dal suo seguito alla volta degli spettacoli serali della Fenice, dove aveva il suo palco. Si potrebbe addirittura sospettare che la gente non andava a teatro per ascoltare l’opera ma per poter parlare il giorno seguente dell’aspetto di Byron. Si dice anche che fu proprio qui, in un palco di questo teatro, che lo sguardo di Stendhal incrociò per la prima volta quello di Byron, causando nello scrittore francese una sensazione indelebile. Non si sa ancora se fu anche qui che incontrò Turner, il quale si trovò a Venezia intorno al 1819 per dipingere i suoi memorabili paesaggi marini veneziani.

E fu com molta probabilità la figura di Casanova, la cui emulazione segnò il suo secondo periodo veneziano, che lo ispirò per il suo Don Giovanni, il suo libro di maggior successo.

 



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Vi consigliamo la lettura di queste opere veneziane. La prossima volta che prendete in affitto appartamenti a Venezia potrete così camminare per le calli cittadine ripercorrendo suggestioni legate al grande Lord Byron

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Il primo ricordo di Casanova

February 10, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Sarà per il suo carattere nella sulla frontiera tra realtà e desiderio, lo stato vigile ed il sogno, la vita e la morte, la storia e la leggenda, l’Oriente e l’Occidente, il solido ed il liquido, il sommerso ed il prodigiosamente evidente, Venezia è essenzialmente una città di fantasmi e maschere ed in lei è incredibilmente percettibile la presenza della materia.

casanova

Poche figure evocano meglio la sua natura di teatro pieno di maschere che Giacomo Casanova (1725-1798), autore di  Histoire de ma vie, che è tra le più favolose autobiografie di tutti i tempi. Uno dei suoi punti forti è forse proprio la creazione di u na maschera o di un personaggio incredibilmente affascinante la cui vita non era colpita dal rancore, dalla melanconia e dal autocompiacimento, desolazione o nichilismo.

Ci piacerebbe parlare dell’inizio del libro, dove si parla dell’essenza di Venezia che ci appare velata di quella tipica bruma dalla quale sembra chiamarci una sirena proveniente da altri mondi. Il libro getta inoltre la luce sulla sua avventurosa vita amorosa che era nient’altro che la celebrazione della vita, senza assurdi giochi psicologici che si possono avvertire in altri scrittori come Laclos o Sade.

La storia riguarda il primo ricordo di Casanova, quando il nostro protagonista aveva poco più di oto anni. Era un bambino malaticcio, soffriva continuamente di emoraggie nasali. I suoi genitori, due famosi attori si trovavano lontano, forse in Inghilterra. Un giorno il nonno lo mise in una gondola e lo portò a Murano per vedere una strega che, dopo averlo rinchiuso in una cassa da morto e aver bruciato diverse droghe, recitato scongiuri e strofinato con unguenti, gli ordinò di non proferire parola sull’evento e gli annunciò la visita di una dama la notte seguente e dalla quale dipendeva la sua guarigione come la sua felicità, sempre se avrebbe taciuto sull’accaduto.

Arrivò la notte e il bambino Casanova vide o credette di vedere scendere dal camino la dama che si sedette sul suo letto e gli fece un lungo discorso del quale non capì niente. Prima di andarsene lo baciò e, inutile dirlo, Casanova era guarito,

 

 



Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Se affitti appartamenti a Venezia capirai che l’aria di questa storia è quella che si respira in questa magica città. 

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Sodapop Only-apartments TranslatorTradotto da: Sodapop
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L’Arte della Seduzione

November 03, 2009 By: veniceblogger Category: Venezia

Confessiamolo: tutti e tutte sognamo di diventare dei maestri della seduzione, capaci di affrontare qualsiasi situazione e conquistare anche la fortezza più inespugnabile. Esiste una strategia, un’arte che si può imparare, un risultato che si può ottenere seguendo regole precise e calcoli scientifici, oppure è una dote innata, scritta nei nostri geni? Vediamo un po’….

Arte della Seduzione

Inutile negare che l’aspetto fisico ha la sua importanza: chi, per esempio non si gira per guardare un paio di gambe lunghe che si lasciano scoprire da una minigonna o non rimane affscinato da uno sguardo vellutato? Non dimeticate però che, se non abbiamo proprio un fisico da 10, la cura nel vestire e un certo stile ci potranno aiutare. Era la famosa Coco Chanel che diceva: Se vesti male noteranno i vestiti, se vesti bene noteranno la donna.

Anche un carattere socievole, la galanteria, la simpatia, e perchè no, le nostre conoscenze possono essere delle armi più che valide. Insomma cerchiamo di tirare fuori le nostre doti migliori e sfruttarle per i nostri fini seduttorii.

E adesso passiamo all’azione! Esistono centinaia di manuali e addirittura corsi che si vantano di rivelarci la strategia vincente e tutti i segreti del seduttore o seduttrice modello. Quali quindi sono le regole più importanti? La disinvoltura è sanz’altro un buon punto di partenza, ma… a volte anche la timidezza ha il suo fascino! Quindi timidoni di tutto il mondo non scoraggiatevi, ci sono altri fattori che infuiscono sull’esito dell’operazione seduttoria.

Ragazzi, se vi trovate in un bar o discoteca e volete avvicinare una ragazza, prima di tutto cercate un contatto visivo per vedere se lo sguardo viene ricambiato e se avete qualche chance, dopodichè è d’obbligo un primo approccio. La potete invitare a ballare oppure vi basterà anche un semplice “ciao” che aprirà i giochi. Non rovinate tutto con le solite domande “dove lavori, quanti anni hai, . la ragazza avrà l’impressione di rispondere a un questionario. Cercate di essere originali e divertenti e soprattutto fatele qualche complimento e fatela sentire speciale.

E le ragazze? Come si conquista il più bello della discotecha? Anche in questo caso cercate il suo sguardo e alla prima occasione esibite il migliore dei vostri sorrisi. Avvicinarsi alla nostra preda ed osare un “Prendiamo qualcosa” può essere una strategia e in ogni caso lasciate sempre che sia lui ad offrire. Se dopo i primi convenevoli parla del lavoro o del suo hobby preferito dategli l’impressione che vi sembrano delle attività interessantissime e degne della vostra più profonda ammirazione, anche se in realtà non lo pensate.

Attenzione, la seduzione non finisce quando la preda è stata conquistata. Il gioco della seduzione continua anche dopo sposati anche se cambiano le regole: cene a lume di candela, regali a sorpresa in un giorno qualunque, biancheria intima seducente.. Il vostro partner/la vostra partner va coccolato e risedotto ogni giorno! Perchè non proporre al tuo lui o alla tua lei una vacanza all’insegna della seduzione? Inutile dire que la città prescelta sarà Venezia,la patria del seduttore più famoso della storia: Giacomo Casanova. Sorpendi il tuo partner, affitta appartamenti a Venezia, e goditi una vacanza indimenticabile!