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Mutanti: Biennale di Musica Contemporanea a Venezia

September 22, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

La musica ha la capacità di creare mondi paralleli. I suoni vibrano attraverso il nostro corpo generando non solo campi di idee immensi, ma anche sensazioni, movimenti di materia e sostanza dentro i nostri corpi. Dall’inizio della storia, la musica è stata parte di diversi rituali, cerimonie e celebrazioni, esaltando lo spirito umano in diversi modi.

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La creazione, il significato e l’interpretazione della musica, il concetto stesso di musica, cambia da cultura in cultura e varia di sicuro in base ai contesti sociali e ai momenti storici. La musica può essere organizzata, improvvisata, anche i silenzi e i rumori diventano musica mai composta prima. In generale siamo abituati a essere bombardati da diversi mezzi di diffusione della musica, attraverso la radio, la televisione, Internet. Se ci fermiamo ad ascoltare il suono delle auto, troveremo qualcosa di musicale nella sua non-struttura, nel rumore che fanno tagliando il vento, passando sull’asfalto, fermandosi per poi ripartire.

Da un lato vi è la grande industria musicale del pop che domina gran parte del globo. La configurazione di una stella pop è semplice, articolata secondo un concetto di immagine e suono che non per forza ha a che fare con qualità artistiche o musicali. In questo modo ogni anno vengono “confezionate” nuove proposte musicali per la massa, per generare un maggior consumo e popolarizzare canzoni di scarso valore. La musica, il cantante, la band diventano così un inestimabile potenziale in grado di generare guadagni. Alla fine l’immagine di un artista musicale nel contesto culturale contemporaneo è legato alla sua capacità di impatto mediatico immediato. Non si tratta della produzione di una carriera, ma dell’efficienza nel costruire reti, di trovare canali informativi in grado di suscitare interesse nei confronti di questo artista.

Per questo motivo è molto probabile che nel panorama della musica popolare non assisteremo mai più un fenomeno come quello dei Beatles. Si trattò probabilmente della prima band organizzata in modo tale che, oltre a generare dividendi grazie a diversi prodotti legati alla band, da dischi, poster, cartelloni, figurine, modificò non solo la cultura dagli anni ’60 in poi, ma costituirono un modello che al giorno d’oggi cerca di guadagnare il più possibile.

Mutanti: Biennale di Musica Contemporanea di Venezia è uno spazio al di fuori di questi interessi economici, del pop o della cattiva musica. Il meglio della musica classica sperimentale sarà a Venezia dal 24 settembre al 1 ottobre, un’opportunità fantastica per assistere a uno spettacolo irresistibile e cambiare di registro per diversi giorni, dimenticando il rumore assordante del pop di bassa lega, tra cui Justin Bieber e Lady Gaga. Per maggiori informazioni visita la pagina web: http://www.labiennale.org/en/music/

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Conviene veramente prendere in affitto appartamenti a Venezia e partecipare a questa spettacolare mostra del meglio della musica contemporanea attuale.

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68a Mostra del Cinema di Venezia

August 24, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

La Biennale di Venezia è una esposizione internazionale d’arte contemporanea che si celebra ogni due anni. La prima edizione si celebrò il 30 aprile del 1895. Tra gli ambiti artistici che possiamo trovare, abbiamo: Arti Visuali, Musica Contemporanea,Teatro,Danza,Cinema e Architettura.

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Concentriamoci per il momento sul Festival Internazionale del Cinema di Venezia (Mostra Internazionale d’Arte Cinematográfica di Venezia). Si tratta di un festival cinematografico che viene realizzato ogni anno nel Palazzo del Cienam, che è dove vengono presentati i film in concorso. Anche se il festival è annuale, viene conosciuto per essere parte della Biennale.

Quest’anno avrà luogo dal 31 agosto al 10 settembre 2011 e potrete avere modo di vedere i grandi film di famosi direttori e riconosciuti attori. Tra i premi che vengono assegnati abbiamo il più ambito che è il Leone d’Oro,che viene dato dalla giuria al miglior film. Quello d’Argento invece va al miglior direttore e per il Grande Premio della Giuria. Al miglior attore e migliore attrice viene invece conferito dalla giuria la Coppa Volpi.

Viene consegnato anche un Leone d’Oro alle diverse personalità del mondo cinematografico come riconoscimento del loro operato e contributo importante in questo mondo.

Questo festival viene considerato di catgoria “A”, essendo accreditato dalla Federazione Internazionale delle Associazioni di Produttori Cinematografici (FIAPF) insieme ad altri festival riconosciuti a livello mondiale come ad esempio San Sebastian, Berlino e Canes.

Il Festival ha già comunicato i nomi dei presidenti della giuria. Per la sezione Competizione, il più importante è il direttore, sceneggiatore e produttore nordamericano Darren Aronofsky. Per la sezione Orizzonti sarà invece il cineasta tailandese Apichatpong Weerasethakul. Per il premio Luigi de Laurentiis alla migliore opera prima, il direttore italiano Carlo Mazzacurati e per la sezione Controcampo Italiano sarà la direttrice italiana Roberta Torre.

Rispetto ai premi del Leone d’Oro onorifico si sa già che andrà a Marco Bellocchio per essere membro dei giurati in quanto “uno dei più grandi e influenti cineasti delle ultime decadi in Italia”. Alcuni dei film più famosi di questo direttore sono In nome del padre (1971), Marcia trionfale (1975), La condanna (1990), La balia (1998), Il sorriso di mia madre (2002), Buengiorno,notte (2003) o Vincere (2009).Dopo la consegna del premio, nella Mostra verrà presentata una nuova versione inedita de In nome del padre, fatta a partire dal materiale del film originale.

L’attore statunitense Al Pacino riceverà il premio Jaeger-LeCoultre. Sarà nel gala del 4 settembre, che precederà la première mondiale del suo terzo lungometraggio come direttore, il documentario Wilde Salome, basato sulla vita di Oscar Wilde.

L’ apertura del festival è prevista per il 31 agosto con la presentazione in prima visione mondiale dell’ultimo film di George Clooney “Le idi di marzo”, scritta e diretta da lui, che sarà in gara per il Leone d’Oro. Si tratta del quarto film diretto da Clooney dopo “Confessioni di una mente pericolosa” (2002), “Buona notte e buona fortuna” (2005) y “Leatherheads” (“In amore niente regole”, 2008).

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Visita la città dei canali e non perderti il 68° Festival Internazionale del Cinema di Venezia che si celebra nel Palazzo del Cinema dal 31 agosto al 10 settembre.Affitta appartamenti a Venezia per poterti rilassare dopo aver visto i film.

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Jan Fabre a Venezia: La polemica Pietà di Michelangelo

July 27, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Il francese Jean Henri Fabre (1823-1915) fu uno dei più celebri e prestigiosi entomologi del suo tempo, un’epoca in cui proliferavano gli studi della Storia naturale e gli specialisti della materia. Lo sviluppo di questa disciplina del sapere scientifico che rivoluzionò la visione globale del mondo a partire dall’opera di Charles Darwin, impregnò tutta la cultura e l’arte dell’epoca di fine secolo. Basta pensare al culto dell’Art Nouveau per le forme sinuose e curve della naturalezza e nelle teorie biologiste applicate e anche ai campi della politica e della storia. Non sorprende quindi che alcuni dei libri di Jean Henri Fabre, in particolare quello dedicato alla vita delle mosche, fu un vero successo di vendite. Attraverso i secoli, l’influenza della sua passione per gli insetti arriva fino al più famoso dei suoi pronipoti, l’artista,coreografo e direttore di teatro belga Jan Fabre, alcune delle cui opere più conosciute (come ad esempio L’apicoltore del 1998) consistono nel disegno e confezione di vestiti e tuniche fatte da migliaia di conchiglie di diversi tipi di coleotteri, una speciale prelidizione d’esteta per il color verde. Fabre è uno degli innumerevoli casi che ricordano che ci sono ancora libri da scrivere sull’intima connessione tra l’arte e la scienza.

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I vestiti di carapaci di coloetteri di Fabre hanno un precedente arstico nell’epoca del suo bisnonno. Così,il famoso vestito tornasole erde con cui possiamo vedre la legendaria attrice Ellen Terry rapprensentando la parte di Lady Macbeth nel 1888 nel celebre ritratto di John Singer Sargent che può essere contemplato nella Tate Britain era fatto con circa 1000 ali di coleottero. Indiscutibile la luce della congiunzione tra l’attrice e il vestito che il suo vicino Oscar Wilde dichiarò che non potrà mai dimenticare l’impatto che le provocò vederla uscire da un taxi per  strada in una umida e grigia mattinata ,la visione di Lady Macbeth seduta in una macchina a quattro ruote tutta vestita come una regina.

Gli insetti, simbolo della metamorfosi (tra cui i coleotteri e le mosche che emanano dai loro pori aperti e dalle ferite del volto di Cristo in decomposizione), tornano a essere presenti nella controversa opera di Jan Fabre che può essere visitata fino al 16 ottobre nella Nuova Scuola di Santa Maria della Misericordia (http://www.janfabre.be/Pages/Invitation.php) durante la Biennale di Venezia. Si tratta di una revisione della famosa Pietà di Michelangelo reallizzata col marmo di Carrara dove Maria si presenta col volto squeletrico della morte e Gesù che porta nella sua mano destra un cervello (“i neuroni fanno sentire il sentimento della compassione”) , quello di Jan Fabre.

 

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E’ un’opera memorabile che offre al pubblico la possibilità di “contrare l’attenzione nel corpo come punto di cristallizzazione tra vita,morte e resurrezione”. Affitta appartamenti a Venezia e visita anche tu quest’opera.

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Anish Kapoor al San Giorgio Maggiore di Venezia

July 25, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Ci sono probabilmente pochi artisti nell’attualità che raccolgono più consenso dal pubblico unanime e dalla critica come lo scultore e architetto (e a volte anche mago illusionista, per l’indimenticabile e ispiratoria maniera di alterare lo spazio e le nostre percezioni sensoriali ad esso legate) Anish Kapoor, nato a Bombay nel 1954.

anish kapoor

La sua attività artistica è capace di fecondare anche le pareti e i muri più solidi e impenetrabili, esattamente come molti suoi pezzi sembrano fecondati dallo stesso spettatore, che ingoiano e accolgono miracolosamente al loro interno, dove non è strano sentire, anche se per brevi attimi, l’incontro con la vibrazione essenziale del mondo che crea l’illusione delle forme e la materia che disfa la divisione tra interiore ed esteriore. Anche le sue opere con minore capacità interattiva non hanno niente da invidiare a più maestose produzioni, e ci offrono un ampio ventaglio di sensazioni nuove e sconosciute.

E’ questa strana mistura di gioco, misticismo e incanto che provocano il fascino nello spettatore, che sperimenta inevitabilmente, davanti alla nuova esperienza delle sue opere, uno stato di arricchimento interiore raggiunto tramite alterati stati di coscienza.

La funambolica e sonnambula Venezia, e al suo interno l’architettura miracolosa della Basilica di San Giorgio Maggiore (Isola di San Giorgio Maggiore, 30124), opera dell’incomparabile Palladio (1508-1580), sono lo scenario perfetto per una delle sue installazioni più memorabili, la vaporosa ed eterea “Ascensione”, Esposta per la prima volta alla Galleria San Gimignano nel 2003, e ora può essere ammirata alla Biennale di Venezia a San Giorgio Maggiore, che per la prima volta nella sua storia accoglie al suo interno una mostra d’arte contemporanea, che sarà ospitata fino al prossimo 27 novembre.

La bassilica di San Giorgio Maggiore non rappresenta soltanto una parte sostanziale dell’immagine urbana della capitale del Veneto, con la sua facciata di una bellezza piena e stupefacente, ma rappresenta anche, in virtù della sua perfetta elaborazione di spazio interno, un punto di riferimento nell’evoluzione dell’architettura europea comparabile solo all’intervento di Michelangelo nella Basilica di San Pietro a Roma.

Tutta la ricchezza architettonica di questa monumentale basilica, inclusa l’illusione ottica di prolungamento di una navata trasversale, già di per sè considerevolmente ampia (al punto da dare quasi l’impressione di essere una struttura a sè stante), che ci dà la sensazione falsa di trovarci in un edificio a pianta a croce, e converge prodigiosamente nella cupola dell’altare, dove l’edificio fa esplodere tutta la sua forza centralizzante.

Ed è precisamente lì, alla base dell’altare, che l’installazione di Kapoor libera un’esile spirale di fumo che si avvia lunga una strada ascendente verso la cupola.

A giudicare dalle sue stesse parole, raggiungere il limite che delimita ciò che è da ciò che appare, varcare quel limite per poi tornare indietro repentinamente, in un continuo altalenare, è ciò che rappresenta la maggior parte delle sue opere. L’idea della trasformazione dell’immateriale in un oggetto è quello che interessa l’artista anglo-indiano. In questo caso, il fumo si trasforma in una colonna, fenomeno che ricorda l’episodio di Mosè che seguiva una colonna di fumo, una colonna di luce, nel deserto.

 

 

 

 

 

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Non c’è mai stata una motivazione valida per non visitare la basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. La mostra di Kapoor non può che essere un altro motivo per godere della bellezza di questo edificio. Affitta appartamenti a Venezia e visitala senza esitare.

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Christian Boltanski inaugura il Padiglione Francese alla Biennale di Venezia

June 28, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Il 4 giugno nei Giardini del Castello, il padiglione Francese sarà inaugurato da un artista che ha lavorato molto sulla relazione tra arte e storia attraverso gli archivi: Christian Boltanski. La ragione del profondo legame dell’artista con la politica è biografica: Boltanski nacque in una famiglia marcata dall’olocausto nell’anno 1944 a Parigi, giusto quando la seconda guerra mondiale stava per terminare. La sua formazione culturale fu di stampo autodidattico, e cominciò a dipingere fin da giovane, nel 1958, e dichiarò inoltre in un’intervista che tra il 1969 e il 1971 si dedicò a ricostruire la sua infanzia tramite fotografie. Si è fatto conoscere a fine 1960 per i suoi cortometraggi d’avanguardia e, più tardi, per i suoi film e sculture, anche se le opere che lo resero più famoso furono le sue installazioni artistiche, grazie all’uso dell’archivio come dispositivo per preservare una memoria storica che non deve perdersi. Negli anni ’70 si dedicò inoltre alla ricostruzione di oggetti che gli appartennero tra il 1948 e il 1954.

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Le sue installazioni parlano del tema dell’assenza, e Boltanski afferma chiaramente che ogni attuale assenza è il segno di una presenza anteriore, di qualcuno che è scomparso (o, in questo caso, di qualcuno che si è fatto sparire) e ha lassciato un vuoto, un buco pieno di impronte e segni che si devono recuperare per ricostruire quello che si è tentato di cancellare dalla storia. Ma cos’è un archivio? Un arichivio consiste esattamente di un insieme di resti di quelli che sono rimassti, di quei segni e indizi che ci possano aiutare a ricostruire le storie perdute, come fotografie o vestiti usati, o oggetti e documentazioni. Ognuno di questi rappresenta l’impronta di un’assenza.

E’ interessante notare come in questo artista la realtà e la volontà di preservare la storia dimenticata si mischino continuamente con la finzione, con un’opera di intervento sulla realtà dei fatti che, senza snaturarli, apre una riflessione importante sulla naturalezza della “storia” stessa: ogni avvenimento, osservato dalla prospettiva di Boltanski, diventa narrazione, e ogni narrazione è parte in parte indipendente da come le cose sono accadute, facendo si che la ricostruzione sia agli occhi dello spettatore-narratore poco “obiettiva”. Qualcuno potrà affermare che una installazione artistica piena di oggetti in successione potrebbe non essere una installazione in sè e per sè, ma senza dubbio la selezione in sè definisce quello che possiamo e non possiamo vedere. Quindi possiamo sapere, guardando una immagine, che quello che vediamo è davanti ai nostri occhi, mentre quello che non è presente ci è stato nascosto.

Christian Boltanski, artista che ricostruisce e conserva la storia mediante archivi, rappresenterà la Francia alla 54ª Biennale di Venezia con un’opera intitolata “Chance”, che tratterà del tema del caso e della sua forza e leggi insondabili. Per tutta la durata della Biennale si potrà accedere ad una versione dell’opera all’indirizzo:  www.boltanski-chance.com.


 

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Se l’arte e la storia vi appassionano, vi raccomandiamo di affittare appartamenti a Venezia e godervi “Chance”, insieme a moltre altre proposte della Biennale di Venezia.

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La Biennale di Venezia 2011

June 07, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

“Make art not war”: è quello che c’è scritto su una cartolina con lettere maiuscole azzurre, appesa in casa mia. Voglio mandarla a Bice Curiger, la curatrice della Biennale di Venezia 2011, che si chiede : “Se l’arte fosse uno stato che cosa direbbe la sua costituzione. Quest’anno gli 83 artisti invitati all’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia si presentano in un’esposizione dal titolo ILUMInazioni, una metafora per sottolineare come questo sia un evento fondamentale per illuminare, dare luce, ai nuovi sviluppi dell’arte internazionale” racconta Curiger. Dal 4 giugno al 27 novembre, l’arte, l’architettura, il cinema, la danza, la musica ed il teatro inonderanno la città dei canali.

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Ogni due anni i gatti del  dei Giardini di Venezia si vedono obbligati a condividere il proprio territorio con l’arte. Oltre all’Arsenale ed altri luoghi della città, questo spazio si trasforma nello scenario delle mostre installate nei diversi padiglioni nazionali. La 54a edizione della Biennale dà il benvenuto a nuovi paesi come l’Arabia Saudita, il Bangladesh, Haiti e l’Andorra. Altri tornano dopo anni di assenza, come l’India, Cuba,  il Sudafrica, Costarica, Irak, o lo Zimbabwe. Se l’arte fosse uno stato, alla sua costituzione vaporerebbe l’uguaglianza di genere: quest’anno parteciperanno 32 giovani artiste. Se l’arte fosse uno stato dovrebbe avere come slogan la frase: “Youth is future”. Quest’anno si presentano 32 giovani artisti nati dopo il 1975. Oltre alle esposizioni sono in programma 37 eventi paralleli.

Imitando Harrison Ford nel film “Indiana Jones e l’ultima crociata”, gli amanti della settima arte sono soliti farsi la foto davanti alla chiesa che appare nel film, che si trova in Campo Santa Barnaba. Meglio ancora godersi la 68a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia, che si celebra dal 31 agosto fino al 10 settembre, al Lido, un’isola con la spiaggia a 10 minuti in vaporetto. Insieme ai festival di Cannes, Berlino o San Sebastián, il festival di cinema di Venezia è uno dei prestigiosi . Nel 2010 il Leone ’Oro andò a Sofia Coppola, autrice del film drammatico “Somwhere”.

Tra gli eventi paralleli alla Biennale merita una menzione particolare L’Arsenale della Danza- Festival Internazionale della Danza Contemporanea (dal 11 maggio al 25 giugno). Si tratta di un’occasione d’incontro tra ballerini e coreografi di fama mondiale. Ovviamente ci sono anche la Mostra Internazionale di Architettura , il Festival di Musica Contemporanea ed il Festival Teatrale, organizzato dal catalano Àlex Rigola. Dal 1895 le gondole

Dal 1895, le gondole, la Piazza San Marco e le calli veneziane passano in secondo piano per lasciare tutto il protagonismo alle mostre, ai workshop, alle diverse performance,installazioni ed altri eventi .che ruotano intorno alla Biennale.

 

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Si tratta di un evento ideale per conoscere Venezia ed allo stesso tempo le principali tendenze artistiche attuali. Affitta appartamenti a Venezia e goditi il soggiorno.  

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Mabel Palacin rappresenterà la Catalogna e le Baleari alla prossima Biennale di Venezia

December 16, 2010 By: veniceblogger Category: Venezia

Catalogna e le Baleari saranno rappresentate alla prossima edizione della Biennale di Venezia dall’artista catalana Mabel Palacin (Barcellona, 1965), sotto la guida di David G Torres (Barcellona, 1967).

mabel palacin

Il suo progetto artistica è stato selezionato tra altre 28 proposte inviate dall’Istituto Ramón Llull in occasione di un concorso internazionale organizzato dallo stesso istituto la cui giuria era presieduta da Bartolomeu Marí, Laurence Rassel, Joan Fontcuberta, Cristina Ros y David Bestué-Marc Vives, artisti invitati alla Biennale di Venezia nel 2009 , anno in cui l’Istituto partecipò con il progetto “La Comunitat Inconfessable”, curata da Valentin Roma.

Mabel Palacín  è un’artista catalana laureata in Storia dell’Arte, del Cinema, della Fotografia e del video all’Università di Barcellona. Dai suoi inizi della sua carriera artistica si è dedicata alla fotografia, ai video e a diverse installazioni, focalizzando il suo interesse su molteplici formati dell’immagine. Le sue opere sono fatte di una realtà frammentata, nella quale lo spettatore ha un ruolo fondamentale nell’interpretazione della stessa.

David G. Torres è curatore, commissario, critico d’arte e cofondatore  dell’Istituto Indipendiente della Critica e dell’Arte Contemporanea A*Desk. Oltre a collaborara a”El Cultural” e alla rivista Bonart con la colonna “Dada Sight!”, ha curato anche “The Fashion Party Is Over” (con Mai Abu ElDahab), “Intensities”, “No, Future” peri l  Bloomberg Space di Londra e “Attitude!” a Montpellier. Il suo impegno è teso al recupero della radicalità nell’arte, a partire dal progetto “David G Torres presenta: Salir a la calle y disparar al azar” (2005), organizzato a Barcellona.

Il progetto presentato, dal titolo “180 gradi ”, sarà in mostra dal 4 giugno al 27 novembre 2011 in occasione della 54ª edizione della Biennale di Venezia e rappresenterà la Catalogna e le Baleari in quest’importante evento internazionale.

180 gradi è di chiara ispirazione cinematografica, il cui titolo fa riferimento alla cosiddetta regola di “salto dell’asse” che definisce la posizione dei personaggi impegnati in un dialogo.  L’opera di Mabel Palacin prende spunto da una foto  di un luogo apparentemente non significativo in alta definizione, frammentata in diversi punti di vista che formano delle micro narrazioni all’interno dell’opera. Quest’opera propone una riflessione sul ruolo dell’immagine e la sua decostruzione e ricostruzione della dimensione narrativa sul ruolo dell’immagine e la sua decostruzione e la ricostruzione di una dimensione narrativa nell’arte contemporanea.

Il progetto prevede anche la pubblicazione di un libro che sarà allo stesso tempo archivio e registro della stessa e raccoglierà i diversi elementi  che confluiscono ij “180” gradi, dai riferimenti testuali alle immagini frammentate al video. L’Istituto Ramon Lllul ha destinato per questo progetto 450.000 euro.

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La visita a questo interessante progetto può essere una buona scusa per affittare appartamenti a Venezia e conoscere una delle città più belle d’Italia. 

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S.a.L.E. Docks, cuando la sovversione è arte

December 01, 2010 By: veniceblogger Category: Venezia

Il S.a.L.E., che ha sede presso gli antichi magazzini del Sale in via Dorsoduro 265 è un  dinamico progetto artistico italiano contemporaneo che nasce dalla necessità di portare delle novità nei processi creativi , per ovviare alla paralisi artistica di un settore che negli ultimi anni sta attraversando un momento di crisi.

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Il S.a.L.E. inoltre propone un’alternativa “no profit” in un città nella quale l’arte è tradizionalmente legata all’economia turistica; si sta infatti investendo cifre considerevoli per settori come la moda, il disegno, l’architettura e la formazione in questi ambiti, coinvolgendo enti pubblici e privati, fondazioni e imprenditori stranieri e, ovviamente, la Biennale.

Da decenni la città di Venezia sta portando avanti un processo di quasi esagerata valorizzazione della cultura, che va oltre la protezione del patrimonio storico ed artistico della città dell’immaginario a lei legato.

Quest’immaginario, continuamente proposto ogni anno a milioni di turisti, sembra scontrarsi con le dinamiche artistiche contemporanee e ai valori dell’iniziativa creativa. Evidentemente Venezia non è stata esente alle spinte della globalizzazione e si sta trasformando da città-museo in “fabbrica della cultura”.

L’obbiettivo del progetto S.a.L.E. è quello di portare avanti un discorso, anche politico, teso a capovolgere questa situazione, puntando sulla creazione artistica emergente, e sulla parte più dinamica della società (spesso in situazione precaria): studenti, ricercatori, artisti emergenti e altre persone che lavorano nel mondo dello spettacolo e della cultura.

Il S.a.L.E ha due progetti paralleli. Da una parte investiga i processi e le dinamiche all’interno della “fabbrica della cultura”, cercando di individuare le fessure che permettono l’inserimento di processi anticonformisti incentrati più sulla soggettività creativa che su possibili introiti.  Dall’altra lavora concretamente sulla produzione artistica e culturale offrendo spazi per mostre, seminari e workshop, sempre cercando di proporre sia produzioni locali sia internazionali.

S.a.L.E è nato da un’occupazione avvenuta nel settembre del 2009. Dopo l’abbandono forzato degli spazi occupati e dopo un lungo dialogo con le istituzioni, i promotori di quest’iniziativa ottennero l’assegnazione ufficiale degli spazi. Oggi è uno dei laboratori d’arte contemporanea più produttivi ed interessanti del panorama italiano. Artisti e studenti lavorano senza sosta per far sì che le attività del centro continuino ininterrottamente. Per ulteriori informazioni sullo spazio e sulle attività del S.a.L.E. puoi visitare la web www.saledocks.org.

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Per ulteriori informazioni sullo spazio e sulle attività del S.a.L.E. puoi  affittare appartamenti a Venezia � e andarci di persona.

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12ª Biennale di Architettura a Venezia

August 26, 2010 By: veniceblogger Category: Venezia

Il prossimo 29 agosto si inaugura la 12ª Biennale di Architettura di Venezia, sotto la direzione di Kazuyo Sejima. Nell’edizione di quest’anno, che ha come titolo “Incontro reciproco” e che si potrà visitare fino al 21 novembre, si presenteranno 56 paesi e 43 opere. Sono in programma anche conferenze e dibattiti.
Il prossimo 29 agosto s’inaugura la 12ª Biennale di Architettura di Venezia.

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Nell’edizione di quest’anno, si presenteranno 56 paesi e 43 opere, realizzate da studi di architettura, ingegneri e artisti. Come suggerisce il titolo dell’edizione 2010, la linea guida della manifestazione sarà l”incontro reciproco” tra architettura e società, come ha spiegato la direttrice della Biennale, la giapponese Kazuyo Sejima.

Vincitrice del premio Pritzker 2010, uno dei principali riconoscimenti internazionali nell’ambito dell’architettura, sottolinea che nell’odierna rapida evoluzione che caratterizza il secolo XXI, bisogna “immaginare la direzione verso la quale si muove la società e i sogni da realizzare nel futuro”.

La mostra riunirà i singoli progetti appartenenti a diversi paesi e che saranno esposti nei Giardini dell’Arsenale e attorno a tutto il centro storico di Venezia. Per gli ospiti degli appartamenti a Venezia può essere una forma originale di visitare la città dei canali.

Le opere presentate si concentreranno su quello che Sejima ha denominato “un’interpretazione personale” del tema della Biennale. Tra i lavori presentati ci sarà anche quello dell’architetto venezolana Christina Kerez. Le opere sono state pensate per interagire con il pubblico e invitarlo alla riflessione.

La Biennale vuole essere anche uno spazio di riflessione sull’architettura odierna, pertanto per la prossima edizione sono previste anche attività parallele. Si terranno vari dibattiti e si realizzerà un progetto di collaborazione con diverse università italiane ed europee.

I seminari “ I sabati dell’architettura” riuniranno ogni settimana architetti, critici e personalità del settore. Tra gli invitati ci saranno anche nomi famosi, come Vittorio Gregotti , Hans Hollein o Massimiliano Fuksas, che cercheranno di avvicinare al pubblico alcune questioni teoriche di questa disciplina. La 12° Biennale di Architettura di Venezia si potrà visitare fino al 21 novembre.

Perchè facciamo l’amore?

August 19, 2010 By: veniceblogger Category: Venezia

Perchè facciamo facciamo sesso e come iniziamo a fare l’amore? Da quando s’iniziò a farlo, tutto il pianeta segue questo cammino con fervente entusiasmo. Se fai questa domanda a più persone ti diranno, nella maggior parte dei casi, che lo fanno per godersela. Sapendolo fare in mille modi diversi, non dovremmo mai annoiarci. I motivi però possono essere abbastanza sorprendenti: c’è chi, per esempio, fa l’amore per “dormire”. Non c’è da stupirsi, il nostro organismo genera tante endorfine che, dopo aver raggiunto l’orgasmo, ci addormentiamo come dei bambini.

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Ci sono ovviamente anche altri motivi come i classici “per amore”, per “raggiungere l’orgasmo”, “per scaricarsi”, per “rimanere incinta o”per contratto”. Molte coppie mettono per iscritto quante volte alla settimana devono fare l’amore. Sembra una pazzia e può arrivare ad essere stressante. Lo fanno soprattutto le coppie che viaggiano continuamente ….Quando si torna a casa dopo vari giorni fuori casa, per colpa del lavoro, l’unica cosa che si vuole fare è risposare. La vita sentimentale è messa da parte.

Personalmente, uno dei motivi più divertenti è quello che mi hanno raccontato degli amici. Amanti del cinema, affittarono dei meravigliosi appartamenti a Venezia, in centro, per potersi godere la Biennale. Una notte, in un bar, si ritrovarono insieme a diverse attrici statunitensi, molto note, che erano venute per partecipare a festival de Cinema. Solo per il piacere di andare a letto con una super stella di Hollywood, entrambi passarono con due giovani star. Qual è il vostro motivo? Non limitatevi ad uno!