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Open 14 a Venezia: Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni

September 23, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

La capacità della scultura di catturare l’attenzione del pubblico è andata attenuandosi con il passare degli anni, ma soprattutto, con il presentarsi di nuove forme d’espressione e di creazione artistica, e si ha come l’impressione che la scultura sia stata messa da parte dalle produzioni video, dall’arte concettuale e miniamel, dalla pittura che continua ad apparire in un contesto o in un altro. Senza dubbio, ripercorrendo la storia della scultura, ci si renderà conto che è precorritrice di molte altre arti, e che la sua relazione con l’architettura è più che stretta.

open14 venezia

Da monoliti, a templi dell’antichità, l’interazione con materiali tridimensionali è sempre stata presente. Così come tra i protettori della chiesa quei simboli creavano mondi orrendi e orripilanti, il volume delle sculture è servito per creare simboli nello spazio pubblico, dirigere l’uomo, farlo ascendere per sentieri emozionali mai immaginati.

Quando pensiamo alla scultura, senza dubbio ci verrà in mente la Venere di Milo o il David, quei tentativi di creare la forma umana perfetta, quella voglia di creare un corpo sul quale il divino possa discendere come un manto. Sicuramente la scultura antica greca è il miglior esempio di questo sentimento, e senza dubbio, una possibilità unica per l’artista di trovare quelle proporzioni ideali di una umanità che mai è stata perfetta. Il corpo, infatti, acquisisce un’ importanza nella creazione del pensiero stesso, del quale non si aveva percezione prima. Quale forma poteva essere la più adeguata per rappresentare un muscolo, e che materiali e che posizione usare per raggiungere il divino.

Molte altre sculture hanno avuto importanza a livello militare e religioso, mondi che da sempre vanno di pari passo, essendo probabilmente due delle peggiori cause per cui la realtà è quella che è oggi. E così, mentre da un lato c’era il desiderio di immortalare gli stessi Dei con la bellezza della scultura, dall’altro questa forma d’arte è servita per difendere religioni e celebrare massacri, per atti di guerra e invasioni territoriali e per lasciare il segno della imposizione di altri.

Con la modernità e le avanguardie, ovviamente, questi concetti furono stravolti, convertendo la scultura in una forma d’espressione anarchica, contro il sistema, invisibile o concettuale, utilizzando materiali che vanno dalla spazzatura fino alla carne di animali, in una costante vocazione a disarmare le morali attuali e a contrapporsi alla politica dell’ordine. L’Open 14 presenta così i lavori più recenti della scultura e dell’installazione contemporanea, in uno spazio che cerca di contrastare gli ultimi mezzi di articolazione artistica con nuove politiche del mercato dell’arte, e richiamare l’attenzione sulle problematiche attuali. Per maggiori informazioni, visita il sito web: http://www.artecommunications.com/

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Capitan America e Berlusconi

September 09, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Di tutti gli eroi possibili, Capitan America è forse quello che più rappresenta l’antifascismo, contrariamente a quello che la cultura di massa ci propina di solito. Ripassare la sua storia e le sue motivazioni, il modo in cui è stato creato questo personaggio che ha più di 50 anni d’esistenza, è di vitale importanza in questo momento, in cui gente come Berlusconi, Zapatero, Chavez, Obama, e tanti altri cosidetti difensori della “democrazia” hanno l’abitudine di nascondere piani segreti o differenti linee politiche che aiutano poco il popolo, che non hanno nulla a che vedere con la democrazia e i diritti dei cittadini, ma molto più con la corruzione, la mafia, l’abuso di potere, la violenza e la guerra.

capitan america

Capitan America appartiene all’era d’oro del fumetto statunitense, ma ha visto un suo ritorno trionfale durante la cosidetta “Silver Age”. La sua storia è quella del puro “eroe americano”. Nato il 4 luglio, Steve Rogers è un ragazzo di New York non molto corpulento che, posto davanti alla ferita sanguinante che è la Seconda Guerra Mondiale, Hitler, il fascismo e l’eventuale prossima fine del mondo, decide di arroularsi nell’esercito statunitense per servire il suo paese e difenderlo contro la minaccia del Terzo Reich. Così, dopo essere stato bocciato in diverse visite mediche, è semplicemente rifiutato per non adempiere ai requisiti necessari, finchè non si sottopone ad un esperimento segreto del governo degli Stati Uniti per creare il “super soldato”, e finalmente Steve Rogers diventa Capitan America, con una forza fisica superiore a quella umana, velocità e riflessi più acuti, un costume che rappresentai colori della bandiera americana e uno scudo di materiale indistruttibile con il quale si getta sui campi di battaglia a capo dell’esercito nordamericano, contro il terrore del Reich. Con il passare degli anni la figura del personaggio cambiò notevolmente, morì nelle storie a fumetti e venne resuscitato, fino a comandare il famoso gruppo di supereroi della Marvel Comics chiamato The Avengers.

Oggigiorno questa nuova versione di Capitan America ritrare questa storia e mostra una volta ancora che le ideologie si mantengono e i contesti possono essere manipolati. In una situazione globale di crisi, con gente della risma di Berlusconi, che utilizza il potere e la corruzione per fare tutto ciò che gli viene in mente, dove sono i veri supereroi? Quando si cominceranno a scrivere storie di entità nefaste come Berlusconi, ritratto come un nemico malvagio, volto del male moderno? E quale sarà la faccia del nuovo eroe post-moderno? Questo film torna a mostrare Capitan America dopo il trauma della Seconda Guerra Mondiale, il Fascismo e le sue implicazioni. Il “super soldato”, l’eroe americano, ha poco a che vedere con i tempi che corrono. Qualunque impresa in nome della giustizia universale è di per sè fascista nella sua essenza. Per maggiori informazioni su Capitan America, visita:http://marvel.com/

 

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Ludovico de Luigi e la sua impossibile Venezia

August 23, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Generalmente alcuni artisti si vincolano alle proprie città di provenienza in modo tale che lo spazio della città, la cultura e le immagini, le costruzioni, le attività, l’immaginario in generale che la circonda non abbandonano mai il loro lavoro, creando una cosmogonia propria, che si rende universale e che rappresenta quella città, la fa spiccare sopra tutte le altre. Tutto questo non compone un semplice pretesto o motivo di rappresentazione, ma il bisogno di voler penetrare la città, di renderla parte di un’espressività viva. In questo modo, le città continuano ad essere vive, si nutrono, si immaginano in diversa maniera attraverso le proprie opere. Come non considerare l’esempio di Dalì e la sua forte relazione con Figueras, il suo paese natale carico di superfici acquatiche, e scogli, e spiagge, e piccoli porti che, inevitabilmente, vennero alla superficie in un modo o nell’altro nei dipinti di questo genio del XX secolo. In questo modo Figueras accompagnò Dalì lungo tutto il suo tragitto artistico.

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Se parliamo di città e delle esperienze vissute in esse, un esempio lampante èil vincolo tra Lou Reed e New York. Nel caso di Reed, la tela è una canzone, e quella canzone è un’operazione complessa in cui migliaia di voci, personaggi e condizioni parlano de los pormenores di quelle minoranze, quelle voci separate e sotterranee della “Grande Mela”. Reed, in questo modo, incorpora la voce che si distinue in ogni città, dalla sua città, e con lo stesso talento converte quelle superfici di significato in materiale universale, che non fa altro che illuminare la città, farci avvicinare alle sue storie e farcela conoscere in altro modo.

Ludovico de Luigi è un esempio costruito dall’immaginario. Nel suo lavoro, l’apocalittico confina con il reale, il surrealismo si avvicina alla catastrofe, il sensuale e il romantico si avvicina a tratti al disegno di paesaggi desolati e desolanti, a volte magnetici, dove l’impossibile si fa vicino, e ci fa paura. La sua prima esibizione fu nel 1965, nella galleria “Il Canale” di Venezia. Tra i lavori che ha presentato in quell’occasione, si poteva vedere una Venezia invasa da ondate di insetti ed esseri fantastici, sfruttando così la città e i suoi canali, sfiorando l’acqua. Le sue opere furono presentate anche in diverse altre gallerie internazionali delle città più importanti dell’arte, come Parigi, New York e Milano. Quello che è interessante di Ludovico de Luigi è che nelle sue opere utilizza tecniche del Vedutismo, dove le prospettive che si fanno dello spazio pubblico, presentate anche da angoli ottici interessanti, riflettono l’idiosincrasia di un particolare momento dentro lo spazio urbano.

Così, de Luigi utilizza queste tecniche per condannare e ritrarre quello che minaccia costantemente Venezia, quell’aura allucinante e a volte decadente che realizza nei suoi quadri: inondazioni, inquinamento, consumismo, tecnologia precaria, tutti elementi che tornano ricorrenti nel suo fantastico lavoro. Visita il suo sito web per conoscere di più sulle sue opere: http://www.ludovicodeluigi.it/

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Non c’è niente di meglio che affittare uno dei appartamenti a Venezia e conoscere da vicino la città che ispirò questo popolare artista e conoscere da vicino il suo lavoro. Pura Poesia.

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Compatibilità sessuale

September 10, 2010 By: veniceblogger Category: Venezia

Per sapere quello che si vuole, ovvero quello che fa per noi, la prima cosa è conoscere se stessi. A che cosa serve cercare il partner ideale? Forse no lo troveremo mai. Cos’è quello che vogliamo, di che cosa abbiamo bisogno, quali sono i nostri desideri, che cosa ci eccita, che cosa ci sembra sexy?

Rispondendo a tutte queste domande, si fa già un grande passo in avanti. Uno dei fattori più importanti per poter avere delle relazioni sessuali soddisfacenti è avere un partner compatibile. Se sei single e hai dei dubbi, prendi nota di quello che ti piace. Se invece sei fidanzato/a cerca ambienti sessualmente stimolanti per entrambi.

La compatibilità però non sempre la troviamo nel ragazzo o ragazza del quale siamo platonicamente innamorati. Spesso scoprire che si è incompatibili con la persona che si ama è una grande delusione. Col tempo si impara a cercare quello che fa per noi. Il modo migliore per conoscersi e scoprire se si è fatti l’uno per l’altra è passare insieme le vacanze. Qual’è la destinazione migliore?

Vi consigliamo di scegliere un luogo romantico, come per esempio la città dei canali. Basta affittare appartamenti a Venezia e scoprire i segreti di una delle città europee più sorprendenti.

Percorrere i canali nella classica gondola può essere un modo divertente per un percorso alla scoperta della città. Approfittate del viaggio per conoscervi meglio e se scoprite di non essere compatibili, non buttatevi giù, da qualche altra parte c’è sicuramente qualcuno che può soddisfare tutti i vostri bisogni.

Un NO è un No

September 08, 2010 By: veniceblogger Category: Venezia

Il sesso può essere un gioco una serie di giochi. Possiamo sperimentare situazioni mai vissute, trasformarci in personaggi fantastici ed incredibili o in supereroi. Possiamo provare una e mille posizioni e goderci ogni singolo momento. Non ci sono limiti alla sperimentazione, non ci sono regole, tranne una: un NO è un NO!

Il sesso, indipendentemente da quello che si fa deve essere 100% consenziente, in caso contrario si commette un delitto: lo stupro. Quest’ultimo si verifica quando c’è un atto sessuale nel quale una delle due parti non è consenziente è pertanto il rapporto sessuale diventa forzato. Non importa se l’altra persona è il tuo partner, quando dice NO, bisogna fermarsi. Ci saranno sicuramente altre occasioni.

Gli stupri tra partner abituali sono più frequenti di quanto si potrebbe pensare. Il problema si verifica quando uno dei due componenti della coppia vuole fare l’amore e l’altro no. Che cosa si fa in questi casi? L’altra persona non deve assolutamente essere forzata. Un altro problema si verifica quando si pensa che il partner dice di NO per scherzo o vuole creare un ambiente più eccitante. Bisogna conoscere bene l’altra persona ed avere la mente fredda e sapersi fermare al momento giusto.

Ad ogni modo una volta determinati i limiti della relazione, non c’è luogo migliore per una vacanza romantica che la città dei canali. Dovete solo affittare uno dei tanti appartamenti a Venezia e iniziare a godervi tutti i segreti e le storie che inondano la bellissima città italiana. Con queste storie potete rinchiudervi in una stanza e dare sfogo alla vostra immaginazione, sempre essendo consapevoli che in una relazione sessuale, in coppia o in gruppo, non siete soli, ma dovete contare anche con il beneplacito dell’altra o delle altre persone.