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La Collezione Peggy Guggenheim a Venezia

November 28, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Peggy Guggenheim, una delle collezioniste più importanti del secolo scorso, è stata una figura fondamentale in ambito culturale e artistico a livello internazionale. Nasce in una culla d’oro nel 1989 a New York: la sua famiglia, ebrei di origine europea emigrati negli Stati Uniti, da più di due generazioni stavano facendo fortuna negli USA. Ma nonostante l’estrema ricchezza, la vita della Guggenheim non fu assolutamente facile.

la collezione <b>peggy</b> <b>guggenheim</b> venezia

Dopo aver accumulato fortune nell’industria dell’estrazione di metalli, nel 1912 il padre della ragazza morì nella tragedia del Titanic. Da allora la vita della Guggenheim è minata da una serie di circostanze tragiche.

Da adolescente cominciò a lavorare in una libreria a New York ed fu lì dove conobbe diversi intellettuali e iniziò ad avvicinarsi al mondo dell’arte, soprattutto europea. Fu così che nel 1920 la Guggenheim, in cerca delle sue origini, dopo aver ricevuto parte dell’eredità del padre, salpò alla volta dell’Europa.

Visse in diversi paesi e città ma è a Venezia dove decise di rimanere a vivere il resto dei suoi giorni: è li che oggi giorno troviamo un museo porta il suo nome, casa della Guggenheim nel XX secolo ed è lì che questa giovane avventuriera diventa una delle collezioniste di arte più famose del secolo scorso, grazie all’ingente fortuna ereditata e al suo buon gusto personale.

Cominciò a comprare i quadri e gli oggetti d’arte che più le piacevano e grazie al suo spiccato spirito imprenditoriale riuscì a collezionare una delle collezioni più invidiate al mondo.

La Collezione Peggy Guggenheim si trova a Palazzo Venier dei Leoni a Venezia. Questa fu la sua dimora abituale, dove visse circondata da amici, i suoi inseparabili cani. Il Palazzo, utilizzato prima come museo privato, venne poi aperto al pubblico su decisione della stessa Guggenheim.

Nel 1960 la Guggenheim decise di interrompere la collezione e di cominciare a godersi la vita. Un aneddoto familiare narra che nella casa la sempreverde imprenditrice, vi fossero quadri addirittura in bagno e che questi venissero cambiati ciclicamente in modo tale che tutti coloro che facessero uso del bagno potessero apprezzare l’arte.

Per maggiori informazioni visita la pagina del museo: http://www.guggenheim-venice.it/inglese/default.html

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Se avete affittato uno degli appartamenti a Venezia non potete non visitare La collezione Peggy Guggenheim: un’esperienza indimenticabile.

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Temi e variazioni nel Museo Peggy Guggenheim di Venezia

November 16, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Venezia è una delle città più romantiche del mondo per la sua architettura peculiare e la sua organizzazione sociale. I suoi canali sono famosi ovunque nel mondo e visitare questa città è un obiettivo di molti viaggiatori.

guggenheim

La città, che offre anche un’infinita gamma di opportunità gastronomiche, storiche, culturali e perfino notturne, è una delle principali anfitrione delle migliori esposizioni d’arte internazionali. Ed è sede di parecchi musei di rilevanza sociale come il Museo Peggy Guggenheim, le cui mostre fanno il giro del mondo grazie alla loro esclusiva ed eccellente qualità. Peggy Guggenheim fu una donna che dedicò la sua vita completamente all’arte. Fu una collezionista del XX secolo, ed è per questo che la collezione esposta nel museo porta il suo nome. L’edificio inzialmente ospitava la sua residenza, e poi fu aperto al pubblico per condividere con la città che tanto amava tutta l’arte che le era piaciuta e che aveva comprato durante tutta la sua vita.

Da Ottobre 2011 a Gennaio 2012, in questo grande museo di Venezia, sarà aperta al pubblico l’esposizione intitolata Temi e Variazioni, Sceneggiatura e Spazio. Si tratta di una mostra che spiega la società del dopoguerra, la psiche di un popolo abbattuto dalla miseria e dalla fame, preparata in esclusiva per la città dei canali con opere appartenenti alla collezione di Peggy ed altre prestate da alcuni musei internazionali, quindi risulta estremamente interessante visitarla.

Alcuni degli artisti che potrete trovare in questa esposizione sono Novelli, Picasso, Agnetti, e altri più o meno contemporanei, tutti relativi allo stesso contesto artistico.

 

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Se affitti appartamenti a Venezia oltre a goderti la città potrai visitare il Museo Peggy Guggenheim e apprezzare le opere di vari geni del secolo scorso. Sarà un viaggio indimenticabile.

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Essai (y). Giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia

November 08, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Fino al 13 di novembre la Fondazione Bevilacqua La Masa presenta presso  il Palazzetto Tito: Essai(y). Giovani artisti diplomati all’Accademia di Belle Arti di Venezia. La mostra vuole esibire il lavoro di un selezionato gruppo di artisti vincitori del Premio, oltre alla residenza messa a disposizione dei giovani artisti dalla Fondazione Bevilacqua La Masa. Gli artisti, le cui opere fanno parte dell’esposizione e che hanno studiato presso L’Accademia di Belle Arti di Venezia, sono quattro: i veneziani Stefano Bullo e Giulia Filippi, l’artista di Ferrara Nereo Marulli e Thomas Braida, di Gorizia.

essai venecia

L’esposizione mostra il  percorso di ognuno di loro, le cui linee di lavoro sono una polifonia plastica che ci offre una panoramica dell’arte contemporanea. L’Accademia di Belle Arti di Venezia è popolarmente conosciuta  come “L’Accademia”, a dimostrazione del livello che occupa nella storia dell’arte. Le sue origini ci riportano al XVIII secolo, più precisamente al 1750, quando la città decretò che doveva nascere una scuola di formazione per pittori e scultori. Fu il pittore Giovanni Battista Piazzetta ad essere incaricato di dare corpo e contenuto al progetto e l’Accademia venne insediata nel Fondaco della Farina. A partire da questo momento la Scuola divenne un simbolo dell’arte nel mondo e il luogo in cui iniziarono a concentrarsi opere d’arte di enorme valore, oltre che un punto di formazione e riflessione sull’arte e la cultura.

Thomas Braida è nato nel 1982 ed è specializzato in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, nonostante abbia lavorato anche ad interessanti proposte di scultura. Nel 2010 ha fatto la sua prima mostra individuale presso la Galleria Traghetto di Venezia ed alcune collettive a Verona. Ha partecipato ad Art Stays 2011 nella mostra della  European Academices hot Fine Arts di Ptuj, in Slovenia. Ha partecipato inoltre all’Esposizione Internazionale di Arte di Venezia, presso la Biennale di  Venezia 2011, ed è stato selezionato per la  94º edizione del Premio ai Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa.

Stefano Bullo è nato a Venezia nel 1985. Nel febbraio del 2011 si è diplomato in pittura presso L’Accademia di Belle Arti di Venezia ed ha partecipato a varie collettive. Bullo lavora su temi che riflettono i problemi della società attuale, come quello della comunicazione: nonostante i grandi progressi, come Internet, l’uomo comune vive infatti sempre più isolato. Per questo Bullo rappresenta fatti isolati, come una fotografia priva di contesto. Qualcuno ha definito la sua pittura come una sorta di pittura grafica.

Giulia Filippi è nata a Venezia nel 1982. Si è diplomata  in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha partecipato a varie mostre collettive e alla XVª Biennale del Mediterraneo, a Salonicco, Grecia, nel 2011.

Nereo Marulli è Nato a Ferrara nel 1985. E’ diplomato in Arte e Spazio pubblico presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia ed ha esposto in numerose mostre collettive. Tra queste Arte, Scienza e Scuola, collezione Peggy Guggenheim di Venezia e ArteFiera, la fiera d’ arte contemporanea di Bologna. Nel 2009 ha esposto nel Threshold, Grad Vipolze, in Slovenia.

Per maggiori informazioni http://www.bevilacqualamasa.it/essai-y

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Un momento perfetto per pensare di affittare un appartamenti a Venezia soprattutto perchè con la calmaautunnale si può godere con maggior tranquillità la città, i suoi angoli romantici e visitare interessanti mostre come Essai (y).

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Opera nella Scuola Grande di San Giovanni Evangelista a Venezia

October 31, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Ci sono programmi e programmi. Quello che vi propongo oggi è senza dubbio uno dei migliori. Nessuno potrà obiettare che la città di Venezia si può visitare infinite volte. Mettiamo anche caso che sparissero d’amblé tutte le esposizioni, gli eventi, gli spettacoli teatrali e i concerti che la Città dei Canali propone: la sola struttura e posizione di Venezia basterebbero a saziare l’appetito di bellezza degli spiriti più raffinati. Se ci aggiungiamo inoltre che praticamente ogni giorno la città ospita concerti di musica classica in una delle sue splendide chiese barocche o in uno dei variopinti palazzi, possiamo affermare che Venezia è la meta ideale per gli amanti dell’arte e per gli appassionati di musica più esigenti. Basta solo guardare la ricca offerta di offerta.

opera scuola venecia

I concerti di cui oggi parleremo, si tengono all’interno della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, la sede della confraternita medievale del movimento dei flagellanti (no, non vi preoccupate che non parleremo di questo!) e dedicata allo studio, all’educazione e alla promozione delle arti. Nonostante l’origine della confraternita risalga al XIII secolo, il complesso edilizio della scuola, risultato di modifiche, ristrutturazioni e restaurazioni, presenta uno stile barocco. Profusamente decorato in marmo e legni preziosi, la Scuola conserva opere d’arte e importanti reliquie come un pezzo della croce del Cristo (ricordiamo che il pezzo più grande si trova in Spagna nel monastero di Santo Toribio de Liébana in Cantabria). Oggi giorno l’istituzione propone congressi, eventi, mostre e magnifici concerti di opera.

I concerti si tengono nell’impressionante sala di San Giovanni, la sala che ospitava l’assemblea generale dei confratelli. La bellezza della sala toglie il respiro: il soffitto ligneo decorato in oro e in azzurro, l’altare, ora palcoscenico, ospita una scultura in marmo di San Giovanni disegnata dal Massari, le pitture su tela alle pareti, le rappresentazioni sul soffitto e i brillanti mosaici dei pavimenti. È qui, in questa splendida sala, che hanno luogo una serie di concerti di opera tra i più famosi. Fino al 31 dicembre potrete ascoltare, suonata dall’Opera House Orchestra, una selezione di arie La Gran Gala de la Ópera, la Traviata di Verdi o la Tosca di Puccini. Assolutamente da non perdere il concerto dell’ultimo dell’anno, alle otto meno un quarto il 31 dicembre. Un addio trionfale al 2011. Non possiamo elencare qui tutti i concerti che propone la Scuola. Se però siete curiosi si conoscere il programa della Scuola, potete consultare il programma in Internet e, se volete, potete acquistate direttamente i biglietti on-line. http://www.scuolasangiovanni.it/index.php?page=21.

 

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Non dimenticarti di prenotare uno degli appartamenti a Venezia potrai così andare ad assistere ai migliori concerti di musica classica alla Scuola Grande San Giovanni.

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Amusia, l’incapacità di percepire la musica

October 26, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Nel romanzo di Arthur C. Clarke Le guide del tramonto i protagonisti sono i Superni: esseri alieni enormemente cerebrali.  La loro curiosità li spinge a scendere sulla Terra per assistere a un concerto musicale. Alla fine si complimentano con il compositore per la sua grande inventiva, ma tutto ciò che vedono li lascia sconcertati. I Superni infatti non capiscono, né sono in grado di capire, ciò che provano gli esseri umani quando fanno o ascoltano musica, visto che sono incapaci di sentire qualsiasi cosa. Come specie, quindi, soffrono di una carenza musicale, ciò che in medicina si chiama “amusia”: si tratta di una serie di disturbi che inabilitano a riconoscere toni o ritmi musicali o di riprodurli.

amusia

Alla percezione della musica partecipano fattori relazionati con la propria percezione, la decodificazione e la sintesi del suono e il tempo. Gli esperti identificano almeno 12 tipi diversi di amusia, distinguendo tra amusia recettiva e interpretativa. L’amusia può essere congenita o acquisita, parziale o totale.

Può esistere nella forma di sordità rispetto ai toni o sordità nei confronti del ritmo. È famosa la storia di Che Guevaro, sordo al ritmo, il quale era capace di ballare un mambo mentre veniva suonato un tango. Nel caso della sordità nei confronti del tono, la gente che ne soffre stona senza accorgersene o non si accorge che qualcun altro stona.

Nell’amusia totale i toni non si riconoscono come tali e la musica pertanto non è percepita come musica. Le persone che ne soffrono possono ascoltare la migliore interpretazione di un’opera e percepirla come un’auto cigolante. Vi sono persone che in seguito a un’apoplessia (emorragia cerebrale) nell’emisfero sinistro sviluppano una forma di amusia acquisita, per cui ogni nota sembra uguale all’altra.

Le persone che soffrono di amusia congenita, nonostante il fatto che percepiscano normalmente i suoni legati alla comunicazione verbale, non riescono a riconoscere melodie né a distinguere tra toni e semitoni. Vale a dire, né melodia, né scala, né armonia sono identificate dall’udito come accade normalmente a qualsiasi altra persona. Hyed e collaboratori hanno dimostrato che questo tipo di soggetti presenta come meno sviluppata la zona cerebrale implicata nella codificazione del tono musicale e della memoria tonale melodica.

Esistono molti personaggi famosi afflitti da questo disturbo. Nabokov sembra fosse incapace di riconoscere alcun tipo di musica. È lo stesso autore a dichiarare che per lui la musica era semplicemente una successione arbitraria più o meno irritante di suoni.

Il caso che stiamo per descrivere riguarda un personaggio realmente esistito, che chiameremo Signor X. Dice di non aver mai sentito musica, ma riconosce la maggior parte dei suoni e parla senza problemi (vale a dire che non tiene afasia). Da piccolo non poteva cantare né riusciva a capire quando gli altri bambini cantavano. Imparò a suonare uno strumento ma aveva sempre la percezione che ciò che suonava fosse solo rumore. Per il Signor X la musica non si differenziava dai rumori di pentole e utensili che urtano in cucina. È incapace di individuare se una nota è più alta di un’altra. E anche dopo aver ascoltato milioni di volte canzoni come “Tanti Auguri” o l’inno americano, non era capace di riconoscerle.

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La musica è la culminazione dell’arte, m purtroppo ci sono persone fisiologicamente incapaci di goderla. Per una persona qualsiasi Venezia è indubbiamente una città musicale per la sua storia e la sua tradizione. Affitta appartamenti a Venezia e vivi la musica sia con il cuoere sia con il cervello. 

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Pier Paolo Calzolari a Venezia

October 17, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Fino al 30 ottobre la Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro di Venezia espone l’opera di Pier Paolo Calzolari, in una mostra organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e la Fondazione Calzolari. L’evento fa parte di un progetto dello stesso artista, accompagnato da Silvio Fuso e Daniella Feretti ed è formata da una trentina di opere relative al periodo che va dal 1968 ai nostri giorni.

pier <b>paolo</b> calzolari

Con questa mostra si cerca di guardare in prospettiva l’opera di Calzolari al fine di esaminare la pluralità del suo lavoro artistico, uno degli aspetti che lo ha reso uno degli artisti più acclamati della sua generazione. Calzolari nei suoi quarant’anni di scena artistica plastica ha azzardato diverse innovazioni, cercando sempre nuovi linguaggi estetici per esprimere il suo senso profondo per la creazione.

La presentazione dell’opera di Calzolari nella Ca’ Pesaro è una vera e propria avventura, come la stessa costruzione del palazzo barocco in marmo di fronte al Canale di Venezia. Così come nell’opera del Calzolari si riassume la sua storia, in questo museo si concentra gran parte della storia della città di Venezia, d’Italia e del mondo intero. Ne consegue che l’incontro della storia dell’artista con quella cittadina prima e universale poi si risolve in un’interessante proposta artistica.

Visitare questa mostra è una grande avventura intellettuale, una carrellata delle sue istallazioni luminose fino a quelle più recenti. La mostra si apre con l’opera del 1990 Struttura, installata nella facciata del museo per unire la poetica del mare con la poetica umana della creazione artistica. Nella hall d’ingresso vi sono cinque opere del periodo compreso tra il 1989 e il 2002. Al secondo piano troviamo altre quattro opere di grandi dimensioni create con sale bruciato e il resto delle opere, tra cui una scultura senza titolo facente parte delle opere in corso.

Il suo costante riferirsi all’aspetto effimero dell’arte lo ha portato a lavorare con materiali fugaci, semplici e deperibili con il passare del tempo, il che gli è valso l’inserimento nella corrente dell’arte povera.

Pier Paolo Calzolari nacque a Bologna nel 1943. Le sue prime mostre risalgono agli anni ’60, quando si inserisce tra le avanguardie italiane dell’arte povera, del minimalismo americano e dell’arte concettuale poi. In costante evoluzione e dal carattere eclettico, nei suoi lavori ha apportato importanti contributi all’arte contemporanea, soprattutto nel dare contenuto poetico alla sua opera incentrata sul tema del passare del tempo e della mutabilità. Questo lo ha portato all’attenta ricerca di materiali che con il passare del tempo si possono deformare, facendo anche lo spettatore testimone di questa mutazione dell’oggetto artistico.

Per ulteriori informazioni: http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?pid=2046&musid=245&sezione=mostre

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Se volete visitare una mostra poetica, prendetevi alcuni giorni e venite a riposarvi in uno degli appartamenti a Venezia Un tuffo nel romanticismo che caratterizza questa città e l’opera cangiante di Calzolari nella galleria Ca’ Pesaro.

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Il Palazzo Grassi di Venezia

October 13, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

All’origine di Palazzo Grassi, situato all’angolo del Canal Grande di Venezia, c’è una ricca famiglia di Bologna che si fece costruire questa imponente mansione per utilizzarla come luogo sia di rappresentanza che di esibizione pubblica delle innumerevoli opere d’arte che aveva collezionato di generazione in generazione. Disegnato da Massari alla fine del secolo XVIII in stile neoclassico, dopo la rovina del clan Grassi l’edificio passa in varie mani fino a cadere in quelle dell’impresario francese François-Henri Pinault, conosciuto nel mondo rosa per le sue avventure con alcune supermodelle (Linda Evangelista tra le altre) e, per il suo matrimonio con l’attrice messicana Salma Hayek.

palazzo <b>grassi</b> venezia

Ma la fama di Pinault oltrepassa i pettegolezzi della stampa rosa, visto che è assiduo protagnista anche di altri tipi di pubblicazioni. Senza andare troppo in là, la Rivista Forbes segnala Pinault come uno dei cento uomini più ricchi del mondo, e tra i beni di questo magnate troviamo il quotidiano Le Monde. È anche padrone di marche di lusso emblematiche come Gucci, Vuitton, Balenciaga, Yves Saint Laurent o Christie’s, e di altre più popolari come La Redoutte. Con delle finanze simili gli è stato possibile acquistare, lungo i decenni, una buona collezione d’arte contemporanea che, sommata ai pezzi ereditati da suo padre, supera le 2500 opere di artisti affermati come Picasso e Miró.

E sono proprio queste opere che verranno esposte al Palazzo Grassi di Venezia, che può essere visitato anche solo per ammirare la sua architettura, con la sua successione di sale adornate da alte colonne, o per assistere a qualche rappresentazione nel suo teatro interno, con una capacità di 600 persone. La fondazione Pinault, inoltre, dispone di un altro spazio a Venezia, la cosiddetta Punta della Dogana, un edificio triangolare, di tipo rustico, tra in Canale della Giudecca e il Canal Grande. Qui possiamo trovare costantemente mostre con opere di artisti emergenti, dirette sia ai viaggiatori forestieri che ai veneziani interessati alle arti plastiche.

Palazzo Grassi ogni sei o nove mesi cambia lo spazio espositivo, rinnovandosi con tematiche distinte. Quella attuale si intitola The World belongs to you (Il mondo ti appartiene), ed è curata Caroline Bourgeois. Rimarrà aperta fino alla fine dell’anno, quando verrà sostituita da un’altra differente. Usando le parole della sua curatrice, questa mostra vuole rappresentare un dialogo sui temi che coinvolgono l’umanità attuale. Ci dice che ¨l’esposizione gira intorno ai grandi temi della storia contemporanea: dalla scomposizione dei simboli, alla tentazione dell’auto-ritiro e dell’isolamento, l’attrazione per la violenza e la spiritualità in un mondo turbolento e globalizzato¨. Il risultato è una mostra formata soprattutto da sculture realizzate con materiali poco convenzionali (plastica, rifiuti e tessuti riciclati), che lascia nello spettatore un certo retrogusto amaro per le inquietanti questioni che attanagliano il pianeta. Venezia non è più solo la città dei canali e dell’arte barocca.

 

 

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Cerca, caro viaggiatore, di prenotare per tempo uno degli appartamenti a Venezia La città ultimamente è molto visitata.

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World Art a Venezia nel Ca’ Zanardi

October 06, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

In occasione della Biennale di Venezia, ogni anno, la città si azzarda con una quantità di nuove mostre, festival e proposte artistiche che si uniscono all’enorme fiera, creando una cornice di eventi collaterali molto interessante. Quest’anno, in Ca’ Zanardi, si inaugurerà “World art in Venice”, un’importante esposizione che mostrerà una parte rilevante del panorama artistico italiano, in questo momento abbastanza fervente. L’opening avrà luogo il 7 Ottobre alle ore 18, ed il finissage sarà il 30 Ottobre alla stessa ora.

world <b>art</b> venezia

Si tratta di una mostra di breve durata ma i cui contenuti risultano molto interessanti per chi voglia avere un’idea della produzione artistica contemporanea a Venezia. L’intenzione del curatore Fausto Brozzi fu quello di unire linguaggi e forme espressive molto differenti, dalla fotografia fino alla pittura, passando per il design e la letteratura, senza proporre un tema comune alle opere né un vincolo rigido, o uno stile formale. Questa “assenza” è giustamente la caratteristica principale della mostra che, lontana dal volere presentare una tesi in materia di arte, si propone ad essere una vetrata che mostri la situazione attuale nel mondo dell’arte veneziana.

Nell’ambito della presentazione della mostra alla stampa, un giornalista domandò al curatore se questa mancanza di stile o di un tema comune alle opere non sarà una scusa per unire pezzi che non hanno più in comune che lo stesso spazio espositivo nel quale si sentono riunite. Come risposta, Brozzi si trovò una frase di Man Ray: “io fotografavo quello che non posso dipingere e dipingo quello che non posso fotografare”, al quale aggiunse che, in questo modo, possiamo creare un qualcosa di inesistente a partire da quello che ci circonda. Questa particolare forma di creazione, evidentemente, può avere tanti modi di esprimersi quanti sono gli occhi che guardano.

Fausto Brozzi è una personalità poliedrica: artista, curatore, designer, art direttivo ed esperto in marketing e strategie di comunicazione. Si considera un profondo conoscitore del mercato artistico mondiale e vive e lavora tra Europa, USA e Cina. Nella sua carriera d’artista, si concentrò principalmente sulla pittura e la fotografia e, al giorno d’oggi, le sue opere si trovano in importanti collezioni private internazionali.

È interessante notare che, in occasione della presente esposizione, Brozzi non si dedicò ad una selezione di opere di artisti conosciuti negli ambienti, ma preferì dare la possibilità di mostrare anche le sue opere agli artisti emergenti. Così, aprì un’impagina web www.worldartinvenice.it nella quale invitava tutti gli artisti che lo desiderassero ad inviare il proprio portafoglio e, tra le molte proposte, selezionò un gruppo di 50 opere.

La deliziosa locazione Ca’ Zanardi si trova a Cannaregio 4123, e la mostra sarà aperta tutti i giorni dalle ore 10 fino le 18 e resterà chiusa i lunedì e i martedì. L’entrata è gratuita.

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Se non siete mai stati alla Biennale di Venezia, vi raccomandiamo di affittare appartamenti a Venezia e di venire a godervi l’offerta culturale e artistica della città, approfittandone per visitare la mostra “World art a Venezia”.

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La tempesta di Giorgione

October 05, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

In un preferenziale della Galleria dell’Accademia di Venezia http://www.gallerieaccademia.org/sito/home.html, si trova un quadro che occupa un posto distaccato nella lista di candidati alle opere d’arte più enigmatiche di tutti i tempi. Si tratta, naturalmente, dell’inquietante Tempesta di Giorgione (1477 -1510), opera precedente al movimento simbolista ottocentesco capeggiato da Mallarmé, che continua ad affascinarci col suo raro mistero nonostante, in apparenza, nella scena rappresentata, non succeda particolarmente niente di notevole, e che ci fa riflettere sulle ragioni che fanno sì che consideriamo qualcosa di notevole. Del proprio Giorgione, sappiamo poco e niente e possiamo contare il numero delle sue opere sulle dita di una mano.

tempestad giorgone

A volte si sente dire che la maggior parte del simbolismo rinascimentale è di carattere cumulativo, cioè, si basa sulla somma e sovrapposizione di simboli che, nel quadro, fanno riferimento a concetti, allusioni ed associazioni fisse ben conosciuti nell’epoca. Tuttavia, come suggerì Edward Wind nel suo saggio Misteri pagani del Rinascimento, l’interpretazione di tutti questi elementi si complica se teniamo in considerazione che un’importante chiave della stessa risiede nel pensiero neoplatonico a carattere ermetico, assolutamente centrale durante tutto questo periodo spesso assurdamente ridotto al trionfo del ritorno della razionalità e del pensiero empirico dopo mille anni di supposta oscurità e barbarie intellettuali.

Dalla prospettiva di Plotino, il gran pensatore neoplatonico la cui influenza si fece notare anche indirettamente negli studi alchemici del periodo, il vero filosofo deve lasciare dietro le statue del tempio esterno ed addentrarsi nel santuario interno, dove i simboli girano uno attorno all’altro in una nuova danza di relazioni e risonanze.

La ragione per la quale La Tempesta risulta ancora oggigiorno una pittura tanto sconcertante ed enigmatica, capace di obnubilarci come possono farlo solo certi rebus, forse risiede nel fatto che, a dispetto dell’esistenza di una serie di simboli identificabili in maniera allegorica (il soldato, è o non è un pastore benefattore?, e la gitana, è o non è la madre proscritta di un futuro eroe?, che paragonano la Fortuna, la tormenta a una possibile allusione alle vicissitudine della vita, le colonne rotte, che parlano della forza contro le avversità, etc.), gli spettatori sembrano percepire, come con un sesto senso, che l’effetto che il quadro ha in essi, si debba a qualcosa situato molto più in là, o molto più in qua (“come è sopra, così è sotto” dice uno dei detentori alla Tavola Esmeraldina) delle frange di informazione che comunicano questi dettagli, sentendosi come conseguenza invitati ad intraprendere l’avventura di completare il quadro con nuovi elementi che potranno solo scoprire al suo interno.

Però va inoltre detto, e da lì anche la sua importanza come opera pioniera della pittura paesaggistica, abbiamo la sensazione, contemplandola, che l’arte della pittura ha smesso di essere qualcosa in più che la somma di disegno e colore.

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

La luce e l’aria, che tutto permea, sono gli elementi più importanti di un quadro che vuole dare una commuovente sensazione di unità atmosferica, forse il vero tema dell’opera. Perditi in lei quando affitti appartamenti a Venezia

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Thomas Mann e La Morte a Venezia

September 28, 2011 By: veniceblogger Category: Venezia

Esistono città che si prestano alla letteratura, e quelle che non possiamo evitare di guardare attraverso il caleidosdcopio colorato dei pittori, scrittori, cineasti o musicisti che le hanno ritratte. Se Parigi rappresenta l’incontro festivo, Venezia nell’ultimo secolo ha simbolizzato la decadenza della bellezza. Perché questa è la città dei canali: bellezza allo stato puro, apoteosi artistica in un luogo impossibile (centinaia di isole lagunari unite da ponti e vie navigabili) che soprende il visitatore con i suoi colori, i suoi palazzi, la sua serenità e densità artistica. Ma nonostante questo Venezia ha sempre sofferto periodiche inondazioni che, in epoche meno esigenti dal punto di vista igienico, hanno favorito lo sviluppo di situazioni insalubri, e a volte di malattie mortali.

thomas <b>mann</b> <b>morte</b> a venezia

Alla fine del XIX secolo, con l’apice e lo sviluppo delle ferrovie, Venezia si convertì in una meta obbligata per l’aristocrazia (intellettuale ed economica) mondiale. Al fine di soddisfare la domanda di una clientela così squisita, nelle isole più soleggiate furono costruite grandi stazioni balneari, che sono ancora in funzione. In una di esse, quella del Lido, è ambientato il romanzo dello scrittore tedesco, nazionalizzato americano, Thomas Mann, La morte a Venezia (1912). Il libro è stato portato magistralmente al cinema da Luchino Visconti, ed è il tema di un’opera di Benjamin Britten, oggetto di un’infinità di studi e tesi di dottorato, che tentano di sciogliere l’intricata rete dei suoi multipli significati simbolici.

Una trama semplice ed elementare racconta un profondo dramma interiore, una catarsi morale portata avanti dal protagonista dell’opera, Gustav von Aschenbach (uno scrittore maturo in cerca d’ispirazione e di vita), che va a Venezia tentanto di recupare ciò che non sa nemmeno di aver perso. Lì incontra il giovane Tadzio e la sua famiglia. Il ragazzo rappresenta l’apoteosi della bellezza che sta sbocciando con la maturità sessuale. Il prematuramente invecchiato scrittore viene invincibilmente posseduo dallo spirito del ragazzo, fino al punto di rinnegare tutti i suoi principi.

Ma Venezia, che nella novella agisce come un ulteriore personaggio, sta aspettando lo scrittore al varco. La città affascina tanto il protagonista che, sebbene consapevole che si sta avvicinando un’epidemia di colera, non la abbandona per stare insieme all’efebo, rimanendo finché le forze gli verranno a mancare. Ne La morte a Venezia la città diventa protagonista e ricopre un forte valore simbolico, come se fosse una femme fatale che seduce e attrae ma allo stesso tempo distrugge. Bisogna considerare il fatto che il romanzo venne composto all’epoca delle teorie psicanalitiche di Freud, e così Venezia si manifesta come una forza incosciente, oscura, sconosciuta e difficile da dominare.

Fortunatamente la città non esige un tributo di morte a quelli che vogliono visitarla. Anzi, è un’esplosione di vita, di colori, d’arte, di musica e di silenzio durante tutto l’anno.

 

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Ci sono degli appartamenti a Venezia che si aprono sulla gran laguna di Piazza San Marco, in cui potrete godere della maestuosità di questa grande dama.

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